Chiesa di S. Martino

Antagnod

A pianta rettangolare, con tre navate separate da colonne monolitiche di pietra verde locale e volte a padiglione, l’edificio attuale è il risultato di un rifacimento ottocentesco.  Venne consacrato dal Vescovo di Aosta Mons. Jourdain il 23 Ottobre 1852. L’iniziativa della rico­ struzione spettò al rev. F. Dandrés (parroco di Ayas dal 1817 al 1866).

La chiesa preesistente ha lasciato tracce solo nella parte inferiore dei muri perimetrali e del presbiterio; ne rimane una preziosa immagine in una tela del XVII secolo, appartenuta un tempo alla confraternita della SS. Trinità e conservata in fondo alla Chiesa, sulla sinistra. L’edificio, presumibilmente del XV secolo, possedeva tre navate suddivise in enormi pila­stri, absidi poligonali, un portale centrale e grande finestre in facciata. Il coro venne soprae­levato una prima volta agli inizi del XVII secolo per permettere la costruzione del primo altare barocco, e ancora nel secolo successivo, quando l’altare fu rifatto e portato alle di­mensioni attuali.

Il meraviglioso della chiesa di Antagnod.

L’altare maggiore della chiesa di Ayas è frutto di molti secoli di lavoro che vanno dal XV al XIX secolo.

Consacrato il 29 maggio 1716, costruito in legno intagliato, dipinto e dorato, arricchito da numerose statue (XV-XVIII secolo) in un’imponente scenografia architettonica, è di gran lunga il più imponente altare barocco della Valle.

Il vecchio altare precedente l’attuale, era ad ante di stile tedesco. Ciò che resta sono le ancor oggi visibili ante nel vicino Museo di Arte Sacra e la tavola dipinta della base, di cm 180 per 50, che si può ammi­rare sulla parete ovest del coro. Del vecchio altare rimangono pure le preziosissime cinque statue di stile tedesco risalenti a prima della fine del 1500 e ancora presenti nella zona mediana dell’attuale altare.

L’altare è diviso in tre registri più il fastigio. Partendo dal basso e da sinistra, sopra le aggiunte ottocentesche (l’antipendio alla mensa, il tabernacolo monumentale e i gradini), ha inizio il primo registro dove otto colonne tortili reggono tre timpani. Quelle esterne sono decorate da foglie di palma, mentre le quattro interne, che reggono il timpano maggiore, sono formati da tre rocchi, di cui quello inferiore scanalato, e dorati da rami di alloro e putti, ad incorniciare la gloria degli angeli che portano in trionfo l’Eucarestia. Tutte hanno capitelli compositi. Le colonne tortili caratterizzano il barocco, quelle centrali, in particolare, mostrano una conoscenza non superficiale del Baldacchino di San Pietro del Bernini (1624-1633).

Registro inferiore

Opera, insieme con quella superiore, degli scultori valsesiani G. Gilardi e G.P. Minaldi, tra il 1708 e il 1713, oltre al tabernacolo ottocentesco, accoglie le statue delle Sante: Margherita, Caterina, Barbara e Maria Maddalena, tra le quali è scolpita una gloria di angeli. Sulle nicchie, in bassorilievo, i dottori della Chiesa; al di sotto l’Annunciazione, la Visitazione, la Nascita di Gesù e la Presentazione al Tempio.

Registro intermedio

Fascia più antica e preziosa, risale al XVII secolo. Nelle nicchie accoglie cinque statue del XV-XVI sec.: la Madonna con il Bambino al centro, in parte nascosta dalla statua di S. Martino a cavallo, alla sommità dell’arco centrale; da sinistra S. Martino in vesti pontificali, Sant’Anna, San Giacomo in abiti da pellegrino, S.Grato (vescovo di Aosta nel V sec., patrono della diocesi) con la testa del Battista in mano.

Registro superiore

Comprende al centro la statua di S. Giovanni Battista tra Santa Lucia e Santa Agnese; ai lati S. Pietro e S. Paolo, l’Angelo custode e l’Arcangelo Gabriele. A coronamento dell’altare, in una gloria di angeli e di rag­gi, è rappresentata la SS. Trinità.

L’interno della chiesa conta sei altari laterali. A destra, a partire dall’ingresso, l’altare di S. Anselmo e quello di S. Giuseppe, del XIX sec.; l’altare della Vergi­ne, del XVII sec., rimaneggiato nell’ottocento, con la statua della Madonna di Oropa. A sinistra, sempre dall’ingresso, l’altare di S. Antonio e l’altare del Rosa­rio, del XIX sec.; l’altare della SS. Trinità, del XVII sec., rimaneggiato nell’ottocento. Di quest’epoca è la tela, del pittore Curtaz di Gressoney, raffigu­rante la Trinità e la Sacra Famiglia.

Il portale

Del 1839 è il portale in legno di noce su cui sono raffigurati avvenimenti della vita di S. Martino di Tours. La celebre scena della condivisione del man­tello con il povero, ritratta sulla lunetta sovrastante la porta, è invece anteriore (1779).

Il battistero

Il battistero è stato scolpito nel 1838 al tempo del parroco Dandrés. Vi è raffigurata la scena di S. Giovanni che battezza Gesù.

Il pulpito

Il pulpito fu fatto nel 1853 dagli scultori Erba e Badarelli. In legno di noce vi sono scolpite alcune scene dal Vangelo. Sopra il pulpito vi è una specie di baldacchino che serviva per diffondere la voce del predicatore.

La cantoria

La cantoria in legno di noce scolpito, fu costruita nel 1838 dagli scultori Badarelli e Del Ponte, al tempo del parroco Dandrés. Possiamo ammirare le dodici teste scolpite.

L'organo

L’organo attuale fu installato nel 1912 e fu costruito dal Cav. Carlo Vegezzi-Bossi.

Il campanile

Il campanile fu probabilmente costruito assieme alla Chiesa nel sec. XV. Nel 1856-57 l’arciprete Dandrés lo fece elevare di dieci metri ed aggiunse una cupola di stile bizantino, sotto la quale collocò una statua di marmo della Madonna Immacolata, sormontata da una cupside a forma di cipolla in legno ricoperta da lamina di rame. Arricchì poi il campanile di un magnifico concerto di dieci cam­pane. Il campanile ha un’altezza di 49 m.